Esclusione di responsabilità: questo articolo presenta uno scopo puramente informativo. La responsabilità circa consultazione e uso appropriato delle presenti informazioni ricade sul lettore. Il presente post non costituisce, né intende farlo, una consulenza legale, fiscale o commerciale.
Aprire una Partita IVA individuale è uno dei modi più semplici per avviare un’attività in proprio in Italia. Che tu voglia aprire un negozio online, creare un laboratorio di artigianato, avviare un servizio locale o trasformare una passione in un lavoro, questa è spesso la soluzione più immediata e accessibile.
Se però da un lato la Partita IVA individuale ti dà la possibilità di dare il via alla tua idea imprenditoriale, dall’altro comporta adempimenti e procedure decisamente meno entusiasmanti.
Se la burocrazia non è il tuo forte, in questa guida trovi tutto ciò che serve per orientarti nell’apertura di una Partita IVA individuale: come funziona, quando conviene, come aprirla correttamente, i costi e quali errori evitare se stai avviando un’attività.
Cos’è la Partita IVA individuale
La Partita IVA individuale è il codice che identifica un’attività economica svolta da una persona fisica in forma di impresa. In pratica è la modalità con cui una persona apre una ditta individuale, cioè un’attività commerciale, artigianale o produttiva gestita in proprio e senza una separazione giuridica tra patrimonio personale e aziendale.
Quando apri una Partita IVA individuale diventi un imprenditore o imprenditrice individuale: sei tu a prendere decisioni, gestire entrate e uscite, assumerti i rischi d’impresa e occuparti degli adempimenti fiscali. È la forma più semplice e immediata per avviare un negozio, un ecommerce, un’attività artigianale, un servizio alla persona o qualunque attività economica organizzata.
La caratteristica principale della Partita IVA individuale è la responsabilità illimitata: non esiste una distinzione tra i beni dell’impresa e quelli personali. Questo non è necessariamente un limite, soprattutto nelle attività piccole e a basso rischio, ma è un aspetto da conoscere bene prima di iniziare.
Vantaggi della Partita IVA individuale
Una Partita IVA individuale richiede pochi adempimenti iniziali e permette di avviare un’attività senza dover costituire una società. Ecco i vantaggi principali:
Semplicità di avvio
Non ci sono atti notarili, quote da versare o patti sociali da definire. Ti basta presentare la dichiarazione di inizio attività all’Agenzia delle Entrate e completare gli altri adempimenti necessari per il tuo settore (come iscrizione in Camera di Commercio se svolgi attività commerciale o artigianale).
Costi contenuti
Rispetto ai diversi tipi di società, una Partita IVA individuale costa molto meno sia all’apertura che nella gestione ordinaria. Non hai bilanci da depositare e la contabilità può essere estremamente semplificata, soprattutto se scegli il regime forfettario.
Flessibilità
Puoi avviare un ecommerce, un negozio fisico o un’attività di servizi e gestire tutto in autonomia. Puoi anche cambiare attività o aggiornare il tuo codice ATECO quando il business evolve.
Tassazione vantaggiosa
Con il regime forfettario, ad esempio, molti imprenditori individuali ottengono un’imposizione ridotta e pochi adempimenti, soprattutto nei primi anni.
Limiti della Partita IVA individuale
Nonostante la semplicità, la Partita IVA individuale comporta anche alcune responsabilità che è bene valutare prima di iniziare.
Responsabilità illimitata del titolare
In pratica, non esiste distinzione tra patrimonio personale e quello dell’attività. Ciò significa che eventuali debiti dell’impresa ricadono direttamente su di te.
Contributi INPS
Se svolgi un’attività commerciale o artigianale devi iscriverti alle relative gestioni, che prevedono contributi minimi fissi da versare ogni anno, anche se il fatturato è basso o nullo. È una differenza importante rispetto ai liberi professionisti iscritti alla Gestione Separata, che pagano solo sul reddito prodotto.
Non adatta ad attività in crescita
Un ecommerce che inizia a generare volumi elevati, un laboratorio con dipendenti o un’attività che richiede investimenti consistenti potrebbe avere più senso come SRL, per gestire meglio responsabilità, costi e pianificazione fiscale.
In sintesi, la Partita IVA individuale è ideale per iniziare e per attività snelle, ma richiede attenzione nella gestione del rischio e degli obblighi previdenziali.
Come aprire una Partita IVA individuale
- Registra l’attività presso l’Agenzia delle Entrate
- Iscriviti al Registro delle Imprese
- Scegli il regime fiscale
- Iscriviti all’INPS
- Adempimenti successivi
Aprire una Partita IVA individuale richiede alcuni passaggi precisi, ma la procedura è più semplice di quanto possa sembrare. La parte più importante non è la compilazione dei moduli, ma la scelta corretta del codice ATECO, del regime fiscale e della gestione previdenziale, che influenzeranno costi e adempimenti fin dal primo anno.
La procedura può essere svolta in autonomia, ma il consiglio è di farsi assistere da un commercialista per evitare errori che potrebbero incidere sulle tasse o sui contributi.
Registra l’attività presso l’Agenzia delle Entrate
Il primo passo è comunicare l’inizio dell’attività all’Agenzia delle Entrate. Si utilizza il modello AA9/12, che può essere inviato online tramite SPID o presentato tramite intermediario abilitato. In questa fase dovrai indicare il codice ATECO che descrive la tua attività.
La data indicata nel modello rappresenta la data effettiva di apertura della Partita IVA, quindi è importante pianificarla con attenzione, soprattutto se stai per aprire un ecommerce o un’attività stagionale.
Iscriviti al Registro delle Imprese
Se svolgi un’attività commerciale o artigianale, l’apertura della Partita IVA non basta. Devi iscriverti anche al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio competente. Questa iscrizione comporta il pagamento del diritto annuale e l’obbligo di alcuni adempimenti aggiuntivi, come eventuali comunicazioni al Comune o al SUAP in caso di apertura di un negozio o un laboratorio.
L’iscrizione non è richiesta per i liberi professionisti senza obbligo di iscrizione all’albo, che lavorano con Partita IVA ma non aprono una ditta individuale.
Scegli il regime fiscale
La scelta del regime fiscale incide sulle tasse, sulla contabilità e sulla gestione quotidiana dell’attività. Il regime forfettario è quello più utilizzato da chi apre una Partita IVA individuale per la prima volta: prevede una tassazione semplificata e pochi adempimenti. Il regime semplificato diventa invece più adatto quando il business cresce, richiede investimenti consistenti o si superano i limiti del forfettario.
Iscriviti all’INPS
Questo passaggio varia molto in base al tipo di attività. Commercianti e artigiani devono iscriversi alla gestione specifica, con contributi minimi da versare ogni anno. Chi lavora come freelance e svolge un’attività intellettuale e non commerciale si iscrive invece alla Gestione Separata, senza contributi minimi.
Si tratta di una differenza fondamentale per stimare i costi reali di mantenimento della Partita IVA.
Adempimenti successivi
Una volta completata la registrazione, puoi iniziare a emettere fatture, acquistare merce o attrezzature e gestire l’attività. A seconda del settore, può essere richiesta anche la SCIA comunale, l’apertura di un conto aziendale o la registrazione di un dominio per il sito web, se ad esempio stai creando un negozio online.
L’apertura della Partita IVA è solo il primo passo. Quello che conta davvero è pianificare come gestire contabilità, contributi e adempimenti in modo sostenibile fin dall’inizio.
Differenza tra Partita IVA individuale e Partita IVA da libero professionista
La Partita IVA individuale e la Partita IVA da libero professionista vengono spesso confuse, ma identificano due modi diversi di svolgere un’attività economica. La differenza principale riguarda il tipo di attività che vuoi avviare e gli obblighi che ne derivano.
La Partita IVA individuale è la forma con cui una persona avvia un’attività d’impresa. Come detto, vale per attività commerciali, artigianali, produttive o strutturate, come negozi fisici, ecommerce, attività di somministrazione o servizi organizzati con una struttura. Richiede l’iscrizione al Registro delle Imprese della Camera di Commercio e il versamento dei contributi nella gestione INPS Commercianti o Artigiani.
La Partita IVA da libero professionista è invece legata a un’attività intellettuale svolta in autonomia, senza un’organizzazione tipica dell’impresa. È il caso di consulenti, designer, copywriter, psicologi, fisioterapisti, architetti, avvocati, informatici, formatori. Dal lato previdenziale, la maggior parte dei professionisti versa i contributi nella Gestione Separata INPS o in una cassa professionale dedicata. Non è richiesta l’iscrizione alla Camera di Commercio, salvo che il o la professionista svolga anche attività commerciali accessorie.
Quanto costa una Partita IVA individuale
Molti pensano che il costo principale sia “aprire la Partita IVA”, quando in realtà l’apertura è gratuita. Le spese reali arrivano dopo, con gli obblighi fiscali, previdenziali e amministrativi.
Costi di apertura
Aprire la Partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate non ha costi. Ciò che può generare spesa è tutto ciò che è collegato alla nascita di un’impresa:
- iscrizione al Registro delle Imprese della Camera di Commercio
- diritto camerale annuale
- eventuali diritti per SCIA o autorizzazioni comunali
La prima iscrizione alla Camera di Commercio può costare intorno ai 100 €, variabili a seconda della provincia. Il diritto camerale annuale viaggia in media tra i 50 e i 100 €.
Se ti affidi a un commercialista o a un servizio online, il costo dipende dal pacchetto scelto: alcuni professionisti non applicano un costo di apertura se poi gestiscono la contabilità, altri richiedono un compenso una tantum.
Contributi INPS
Le ditte individuali versano contributi fissi alla gestione Commercianti o Artigiani, anche con reddito basso. Sono previsti contributi minimi obbligatori, a cui si aggiunge una percentuale sul reddito eccedente una soglia definita. Sono costi che non esistono per i liberi professionisti in Gestione Separata, ed è una delle differenze più significative tra le due forme.
Tasse
Il peso fiscale dipende dal regime fiscale scelto:
- nel forfettario si paga un’imposta sostitutiva (5 o 15%)
- nel regime semplificato si paga l’IRPEF con scaglioni progressivi
- l’IVA può essere un costo o un credito a seconda dell’attività
Non essendoci una separazione patrimoniale nella ditta individuale, le tasse vengono calcolate direttamente sul reddito dell’imprenditore, ed eventuali debiti dell’impresa ricadono anche sul patrimonio personale.
Contabilità
I professionisti contabili o i servizi online possono costare tra i 30 e gli 80 € al mese in media, a seconda della complessità dell’attività, dei documenti da gestire e degli adempimenti richiesti. Per ecommerce strutturati o attività con dipendenti, il costo può aumentare.
In sintesi, per una ditta individuale operativa è realistico aspettarsi:
- un costo di avvio basso (spesso sotto i 150 €)
- costi annuali tra contributi e adempimenti che possono superare i 4.000 € annui, anche con reddito minimo.
Regimi fiscali per la Partita IVA individuale
La scelta del regime fiscale è una delle decisioni più importanti quando apri una Partita IVA individuale. Determina quante tasse pagherai, quali obblighi avrai e quanto tempo dedicherai alla contabilità.
Scegliere il regime adatto dipende da quanto prevedi di fatturare, quale modello di business stai costruendo, quanti costi hai ogni mese, se vendi servizi o prodotti fisici e se lavori solo in Italia o anche all’estero.
Un ecommerce che punta a crescere rapidamente spesso supera i limiti del forfettario entro i primi due anni. Un’attività di consulenza può restare in forfettario più a lungo. È una scelta strategica da valutare con attenzione, anche perché cambiare regime non sempre è immediato.
In Italia i regimi principali sono due:
- regime forfettario
- regime semplificato ordinario
Regime forfettario
È la scelta più comune per chi apre un ecommerce o un’attività in proprio per iniziare con meno burocrazia. Prevede:
- imposta sostitutiva del 15%, che scende al 5% per i primi cinque anni se rispetti alcuni requisiti
- niente IVA da applicare in fattura
- niente studi di settore
- contabilità semplificata al massimo
Il reddito imponibile non è calcolato sulle spese effettive, ma su una percentuale forfettaria stabilita dal codice ATECO. Questo lo rende semplice da gestire, ma può essere svantaggioso per chi ha molti costi.
È disponibile solo fino a una certa soglia di ricavi, fissata a 85.000 € con la normativa vigente nel 2025.
Regime semplificato
È la scelta obbligata per chi supera i limiti del forfettario, oppure per chi ha costi elevati da scaricare. Prevede:
- calcolo del reddito sulla base delle entrate e delle uscite effettive
- applicazione dell’IVA
- tassazione ordinaria (IRPEF a scaglioni e addizionali)
- contabilità più strutturata rispetto al forfettario
È un regime contabile utile per attività con costi rilevanti che riducono il margine di profitto, come negozi fisici, attività artigiane o ecommerce con investimenti significativi in merce, strumenti digitali o pubblicità online. In questi casi, il forfettario può essere svantaggioso perché non ti permette di scaricare i costi reali, mentre il semplificato sì.
Oltre al regime forfettario e a quello semplificato, esiste anche il regime ordinario completo, generalmente adottato solo da imprese individuali molto strutturate.
Come gestire l’attività: contabilità, fatture e adempimenti
Aprire la Partita IVA individuale è solo il primo passo: il vero lavoro inizia quando l’attività prende forma e ti ritrovi a gestire fatture, scadenze, adempimenti e contributi. Avere un metodo chiaro fin dall’inizio ti permette di evitare errori, sanzioni e soprattutto di risparmiare tempo ogni mese.
La complessità della gestione dipende dal regime fiscale scelto e dal tipo di attività. Un ecommerce ha esigenze diverse da un laboratorio artigiano, e un’attività stagionale non ha gli stessi flussi di un negozio fisico aperto tutto l’anno. In ogni caso ci sono elementi comuni che ogni ditta individuale deve conoscere.
Come gestire la fatturazione
Le ditte individuali hanno l’obbligo di fatturazione elettronica, indipendentemente dal regime fiscale, quindi tutte le fatture devono essere emesse tramite software abilitati e inviate al Sistema di Interscambio.
Oltre all’emissione della fattura, devi occuparti anche della registrazione dei corrispettivi se hai un punto vendita fisico, e della corretta gestione dell’IVA se operi in regime semplificato. La regola generale è che la fattura deve essere chiara, corretta e coerente con il codice ATECO della tua attività.
Per molte ditte individuali, specialmente nei primi anni, utilizzare un software gestionale o un servizio che integra fatturazione e contabilità aiuta ad automatizzare il processo e a ridurre errori legati a importi, aliquote o spedizione della fattura.
Come funziona la contabilità
Nel forfettario non ci sono registri IVA da tenere e non serve documentare le spese ai fini fiscali, ma è comunque utile monitorarle per avere un quadro finanziario della tua attività. Nel semplificato invece è necessario gestire entrate, uscite, IVA, registri e scadenze con attenzione.
La figura del commercialista non è obbligatoria, ma la maggior parte delle ditte individuali si affida a professionisti o servizi online, soprattutto per gli adempimenti periodici e le dichiarazioni fiscali. È anche un modo per delegare una parte della complessità e dedicare più tempo al proprio business.
Scadenze da tenere sotto controllo
Una ditta individuale ha scadenze fisse ogni anno, tra cui:
- versamenti delle imposte
- contributi INPS
- acconti e saldi
- dichiarazione dei redditi
- eventuali adempimenti IVA (solo per chi non è in forfettario)
Una pianificazione annuale ti permette di diluire i costi, mettere da parte le somme necessarie ed evitare di dover pagare tutto in blocco all’ultimo momento.
Partita IVA individuale e ecommerce
La Partita IVA individuale è una formula flessibile se vuoi aprire un ecommerce, anche partendo da zero, perché permette di iniziare velocemente senza costi societari elevati. Allo stesso tempo, una vendita online richiede alcune attenzioni specifiche che devi considerare prima dell’avvio:
- Scelta del codice ATECO. Il codice ATECO deve descrivere esattamente il tipo di attività che svolgi. Fino al 2025 esisteva il codice 47.91.10 relativo al commercio elettronico, ma ora devi utilizzare il codice della tipologia di prodotti che vendi, proprio come un negozio fisico. Il codice ATECO incide su quante tasse pagherai e su quali contributi previdenziali dovrai versare.
- Gestione dell’IVA nelle vendite online. Come anticipato, se sei in regime forfettario non devi applicare l’IVA in fattura. Se sei in semplificato invece sì, e questo comporta la gestione dell’IVA a debito e a credito. Un ecommerce può anche vendere all’estero e questo apre scenari fiscali più complessi, come regole IVA particolari, soglie di vendita nei paesi UE o l’eventuale adesione al sistema OSS.
- Adempimenti del commercio elettronico. Oltre agli obblighi fiscali e previdenziali comuni a tutte le ditte individuali, un ecommerce deve gestire aspetti come la privacy policy, i termini e le condizioni di vendita, la gestione dei resi, la spedizione e la fatturazione elettronica. La piattaforma ecommerce che utilizzi fa una grande differenza: alcune soluzioni richiedono competenze tecniche elevate, mentre altre, come Shopify, automatizzano molti processi.
Inizia a guadagnare con la tua Partita IVA individuale
Avviare una ditta individuale è uno dei modi più semplici e veloci per iniziare un’attività in proprio. Se stai pensando di vendere prodotti online, aprire un negozio fisico, o costruire un brand digitale, la Partita IVA individuale può darti la flessibilità e la rapidità necessarie per partire senza burocrazia eccessiva.
Il passo più importante è chiarire cosa vuoi fare, scegliere il codice ATECO corretto e impostare una gestione amministrativa che ti accompagni mentre l’attività cresce. Una buona organizzazione iniziale ti permette di concentrarti su ciò che conta davvero: trovare clienti, validare la tua idea, costruire un business sostenibile.
Partita IVA individuale: domande frequenti
Quanto costa mantenere aperta una Partita IVA individuale?
I costi variano a seconda del regime fiscale e dell’attività. Nel forfettario i costi sono ridotti (commercialista e contributi INPS). Nel semplificato si aggiungono adempimenti IVA e registri contabili. Non esistono costi fissi per “tenere aperta” la Partita IVA, ma solo gli adempimenti da rispettare.
Devo iscrivermi alla Camera di Commercio se apro la Partita IVA?
Sì, se apri una ditta individuale commerciale, artigiana o se gestisci un ecommerce. Non devi farlo invece se svolgi un’attività professionale come libero professionista.
Posso avere una Partita IVA individuale mentre sono dipendente?
Sì, è possibile. Devi solo verificare che il tuo contratto non contenga clausole di esclusiva e che non ci sia concorrenza con l’azienda per cui lavori. Dal punto di vista fiscale non ci sono divieti.
Qual è la differenza tra ditta individuale e libero professionista?
La ditta individuale riguarda attività commerciali, artigiane o produttive ed è iscritta alla Camera di Commercio. Il libero professionista svolge invece un’attività intellettuale e versa contributi nella Gestione Separata o in una cassa privata. La scelta dipende dal tipo di attività.
Quando conviene chiudere la Partita IVA individuale?
Quando l’attività non produce più reddito o non è più operativa. Chiuderla è gratuito e semplice, e ti evita contributi e adempimenti inutili. Se stai solo mettendo in pausa l’attività, valuta invece se può essere utile mantenerla aperta.
Quando passare da ditta individuale a SRL?
Se l’attività cresce rapidamente, se aumentano i volumi, se assumi dipendenti o se vuoi tutelare il patrimonio personale, può diventare conveniente valutare il passaggio a una SRL. Non è un obbligo, ma un’evoluzione naturale quando l’attività diventa più strutturata.





